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	<title>Sergio Iarussi &#187; Ortopedia</title>
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	<description>Chirurgo Ortopedico</description>
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		<title>Osteoporosi</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jan 2014 16:48:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Iarussi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ortopedia]]></category>
		<category><![CDATA[Osteoporosi]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il termine Osteoporosi si indica una particolare condizione nella quale lo scheletro perde massa ossea e resistenza a causa di fattori nutrizionali, metabolici o patologici. In queste condizioni lo scheletro diventa più sensibile alle fratture. L’Osteoporosi si distingue in primario o secondaria. L’osteoporosi primaria si suddivide a sua volta in: osteoporosi idiopatica (la forma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.sergioiarussi.com/sito/wp-content/uploads/2014/01/Osteoporosi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1000" title="Osteoporosi" src="http://www.sergioiarussi.com/sito/wp-content/uploads/2014/01/Osteoporosi.jpg" alt="" width="275" height="275" /></a>Con il termine Osteoporosi si indica una particolare condizione nella quale lo scheletro perde massa ossea e resistenza a causa di fattori nutrizionali, metabolici o patologici</strong>. In queste condizioni lo scheletro diventa più sensibile alle fratture. L’Osteoporosi si distingue in primario o secondaria.<br />
L’osteoporosi primaria si suddivide a sua volta in: osteoporosi idiopatica (la forma più rara di tutte, la cui causa non è chiara); osteoporosi di tipo I o post-menopausale (dovuta alla caduta della produzione ormonale); osteoporosi di tipo II o senile (dovuta a varie cause, tra cui immobilizzazione, ridotto apporto di somatotropina, testosterone, calcio, magnesio, vitamina D, vitamina K e altri importanti micronutrienti, ridotta funzione dell&#8217;enzima 1a-idrossilasi che produce l&#8217;ormone attivo della vitamina D (il calcitriolo).<span id="more-996"></span></p>
<h3>Le cause dell’osteoporosi</h3>
<p>L’osteoporosi è, fra le malattie ossee, la più diffusa e colpisce entrambi i sessi, maggiormente quello femminile dopo la menopausa, che aumenta il rischio. Insieme alla menopausa esistono altri fattori di rischio come l’età, fattori genetici, carenza di ormoni (estrogeni, somatotropina, testosterone), presenza di patologia come cirrosi epatica o artrite reumatoide, malattie ereditarie e anomalie endocrine. Questi fattori appena elencati non sono modificabili, mentre ce ne sono alcuni che lo sono: dieta, basso peso corporeo, abuso di alcool, fumo di sigarette, anoressia nervosa, inattività fisica, ipercalciuria, utilizzo di farmaci come gli anticoagulanti orali e neoplasie al midollo osseo.</p>
<h3>I sintomi</h3>
<p>I principali sintomi dell’osteoporosi sono la diminuzione del tono calcico delle ossa, soprattutto di vertebre dorso- lombari, femore e polso. Le prime manifestazioni compaiono con le fratture e non necessariamente possono essere “segnalate” dal dolore e avvenire al minimo evento traumatico. Solitamente il dolore è localizzato nella sede della frattura e si acutizza al momento di sforzi e carico.</p>
<h3>Diagnosi e trattamento dell&#8217;osteoporosi</h3>
<p>La diagnosi dell&#8217;osteoporosi si basa su cinque punti importanti: anamnesi del paziente, esame obiettivo che cerchi punti dolorosi adiacenti a possibili fratture, Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC), esame Gold-Standard per definire la densità ossea, analisi del sangue, principali esami ematochimici e i parametri del metabolismo tiroideo, epatico, renale, surrenale, ipofisario e osseo, esami radiologici per riscontrare eventuali fratture (radiografie, TC o RMN).</p>
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		<title>Artrosi</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Oct 2013 15:31:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Iarussi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artroscopia]]></category>
		<category><![CDATA[Artrosi]]></category>

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		<description><![CDATA[L’artrosi, di cui spesso sentiamo parlare, è una patologia di carattere cronico che si caratterizza per alterazioni della cartilagine delle articolazioni. Le tipologie di artrosi più comuni sono: coxoartrosi (artrosi dell’anca), gonartrosi (artrosi del ginocchio) e spondiloartrosi (artrosi delle articolazioni vertebrali. Solitamente questa malattia si presenta a partire dai 40 anni, ma in alcuni casi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’artrosi, di cui spesso sentiamo parlare, è una patologia di carattere cronico che si caratterizza per alterazioni della cartilagine delle articolazioni. Le tipologie di artrosi più comuni sono: coxoartrosi (artrosi dell’anca), gonartrosi (artrosi del ginocchio) e spondiloartrosi (artrosi delle articolazioni vertebrali. Solitamente questa malattia si presenta a partire dai 40 anni, ma in alcuni casi può comparire molto prima. È una malattia che si sviluppa in modo lento e graduale e colpisce maggiormente le donne con problemi di diabete, obesità, iperlipidemia, iperuricemia e varici. È necessario fare un distinzione fra artrosi primaria e secondaria, la prima legata ad alterazioni primitive e la seconda legata ad eventi esterni o patologie diverse.<span id="more-977"></span></p>
<h3>Le cause delle artrosi</h3>
<p>Le cause dell’artrosi primaria sono generalmente sconosciute e si pensa che le sue origini siano genetiche, mentre quella secondaria è causata da fattori di tipo locale, generale e traumatico (malformazioni che colpiscono lo scheletro come scoliosi, valgismo o varismo, anomalie congenite di tipo articolare (displasie congenite articolari), patologie di tipo osteoarticolare (osteonecrosi asettica, spondiloartrite ecc.), patologie metaboliche ed endocrine (acromegalia, diabete, iperparatiroidismo, obesità ecc.), eventi di tipo traumatico (fratture, emartrosi, idrartrosi ecc.) e fattori occupazionali come le professioni che costringono a un utilizzo eccessivo di una più articolazioni). L’artrosi inizia il suo processo nel momento in cui le cartilagini articolari (tessuto costituito da una matrice extracellulare nella quale si trovano delle cellule dette condrociti) non resistono più alle sollecitazioni alle quali sono sottoposte. L’avanzare del processo porta le ossa ad irrigidirsi e perdere di elasticità ( ciò può condurre a microfratture e conseguenti calli ossei). Con la perdita dell’elasticità le sollecitazioni che vengono fatte sulle articolazioni sono ammortizzate dalla sola cartilagine e l&#8217;eccessivo sforzo che quest&#8217;ultima deve sopportare porta a ulcerazioni e assottigliamento. Il quadro peggiora man mano e oltre alle alterazioni ai danni delle ossa e delle cartilagini arrivano anche quelle sinoviali e capsulari. In questo quadro possono verificarsi infiammazioni e deformazioni dei capi articolari.</p>
<h3>I sintomi</h3>
<p>I principali sintomi dell’artrosi sono tre: dolore, limitazione funzionale e rigidità delle articolazioni. Inizialmente è presente solo un leggero dolore presente subito dopo il risveglio e prima di addormentarsi. Questo tipo di dolore non proviene dall’articolazione ma dalla membrana sinoviale infiammata, dai legamenti stirati e dalla capsula. Con il tempo i sintomi si acutizzano e provocano una sofferenza ininterrotta e una netta riduzione delle capacità motorie. La limitazione motoria inizialmente è dovuta alla volontà del soggetto che vuole evitare il dolore, in seguito sono le alterazioni di cui parlavamo sopra che limitano i movimenti. La rigidità articolare si presenta solitamente al risveglio o dopo un prolungato periodo di riposo e dopo 30/40 minuti si attenua.</p>
<h3>Diagnosi e trattamento dell&#8217;artrosi</h3>
<p>Il trattamento dell’artrosi varia a seconda dell’articolazione interessata e allo stadio raggiunto dalla patologia. I casi più lievi possono essere trattati con la fisiochinesiterapia e con dei farmaci antinfiammatori e analgesici. Nei casi più gravi può essere necessario dover ricorrere all’intervento chirurgico e sostituire l’articolazione danneggiata con una protesi.</p>
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		<title>Scoliosi</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Mar 2013 17:17:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Iarussi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Traumatologia]]></category>
		<category><![CDATA[Scoliosi]]></category>

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		<description><![CDATA[Volendola definire semplicemente la scoliosi altro non è che una deformazione della colonna vertebrale. Già nel 300 a. C. questa malattia fu studiata da Ippocrate che cercò anche si ideare una serie di strumenti che potessero ridurla. Il nome scoliosi deriva dal greco “skolíosis” ovvero “incurvamento”, che a sua volta deriva da “skolíos” curvo. Più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Volendola definire semplicemente la <strong>scoliosi</strong> altro non è che una <strong>deformazione della colonna vertebrale</strong>.<br />
Già nel 300 a. C. questa malattia fu studiata da Ippocrate che cercò anche si ideare una serie di strumenti che potessero ridurla. Il nome scoliosi deriva dal greco “skolíosis” ovvero “incurvamento”, che a sua volta deriva da “skolíos” curvo. Più specificamente <strong>la scoliosi è una deviazione laterale della colonna vertebrale, causata dalla rotazione dei corpi vertebrali alla quale si accompagna una deformazione dei dischi intervertebrali e a retrazioni</strong> (accorciamenti)<strong> muscolo legamentose</strong>. <span id="more-871"></span>Le curve che si formano in caso di scoliosi alterano l’aspetto e la funzione della colonna e del tronco e a loro volta formano anche le cosiddette “curve di compenso” per fai il modo che il cranio resti centrato sul bacino.</p>
<p><strong>In base alla sua localizzazione la scoliosi è definita in diversi modi, per cui avremo:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Scoliosi lombare;</strong></li>
<li><strong>Scoliosi dorso – lombare;</strong></li>
<li><strong>Scoliosi dorsale;</strong></li>
<li><strong>Scoliosi cervico – dorsale.</strong></li>
</ul>
<p><strong>Il 70-80% delle scoliosi insorge senza una causa apparente e per il restante 20-30% si tratta di scoliosi congenite o acquisite</strong> (in seguito ad un trauma, infezioni, tumori o artrite). <strong>Solitamente compare durante l’infanzia o la pubertà e colpisce molto più i soggetti di sesso femminile.</strong></p>
<h3>Diagnosi e trattamento della scoliosi</h3>
<p><strong>Un’analisi accurata sulla storia del paziente può fornire diversi dati utili sulla scoliosi</strong> e si conduce notando alcuni segni come la <strong>diversa altezza delle spalle</strong>, lo <strong>sbilanciamento del bacino</strong> e la<strong> prominenza di una o entrambe le scapole</strong>, <strong>l’inclinazione della postura da un lato</strong> e l’<strong>asimmetria dei triangoli della taglia</strong>.</p>
<p>Fondamentale è la<strong> ricerca del gibbo</strong>: facendo flettere in avanti con il tronco il paziente risulta facile valutare l&#8217;incurvamento dei processi spinosi e soprattutto l&#8217;entità del gibbo costale. <strong>La prognosi della scoliosi dipende da diversi fattori come: maturazione scheletrica, età, menarca, sede, rotazione, entità della curva in gradi</strong>. Attraverso il <strong>test di Risser</strong> si può stabilire il grado di sviluppo osseo valutando l&#8217;ossificazione delle creste iliache.</p>
<p><strong>A seconda della tipologia di scoliosi e del suo grado di gravità si può intervenire con diversi metodi.</strong></p>
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		<title>PRP &#8211; Planet Rich Plasma</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Dec 2012 15:28:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Iarussi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ortopedia]]></category>
		<category><![CDATA[fattori di crescita piastrinici]]></category>
		<category><![CDATA[Planet Rich Plasma]]></category>

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		<description><![CDATA[PRP, Planet Rich Plasma, è impiegato nelle lesioni cartilaginee/artrosi precoci del ginocchio e nelle patologie tendinee. Conosciuta anche come infiltrazione con fattori di crescita piastrinici il PRP attiva ed accelera i processi di riparazione dei tessuti dell’apparato muscolo scheletrico (tendini, ossa, muscoli, cartilagine articolare). Prima di effettuare questo intervento il paziente è sottoposto ad un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>PRP, Planet Rich Plasma, è impiegato nelle lesioni cartilaginee/artrosi precoci del ginocchio e nelle patologie tendinee</strong>. Conosciuta anche come<strong> infiltrazione con fattori di crescita piastrinici il PRP attiva ed accelera i processi di riparazione dei tessuti dell’apparato muscolo scheletrico</strong> (tendini, ossa, muscoli, cartilagine articolare).</p>
<p>Prima di effettuare questo intervento il paziente è sottoposto ad un prelievo del sangue che viene separato nei suoi costituenti e il plasma e le piastrine, che contengono i fattori di crescita, vengono isolati.<br />
Solo dopo questa operazione preliminare il preparato è infiltrato nella zona da trattare.<span id="more-821"></span></p>
<p><strong><img class="alignright size-medium wp-image-823" title="002" src="http://www.sergioiarussi.com/sito/wp-content/uploads/2012/12/002-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></strong></p>
<h3>Patologie trattate con PRP</h3>
<p><strong>Diverse sono le patologie che possono essere trattate con questo intervento, tra le più frequenti: </strong></p>
<ul>
<li><strong>artrosi e altre lesioni della cartilagine </strong>(osteocondriti, ecc)<strong>;</strong></li>
<li><strong>pseudoartrosi, ritardo di consolidamento osseo;<br />
</strong></li>
<li><strong>tendiniti</strong> (acute e croniche)<strong>;<br />
</strong></li>
<li><strong>tendinopatie </strong>(acute e croniche)<strong>;<br />
</strong></li>
<li><strong>lesioni e traumi muscolari</strong> (strappi, stiramenti, ecc)<strong>;<br />
</strong></li>
<li><strong>lesioni traumatiche di legamenti.</strong></li>
</ul>
<p>Solitamente le applicazioni sono diverse e il giorno del trattamento bisogna fare digiuno ed evitare di assumere antinfiammatori nei giorni precedenti.</p>
<p>È una tecnica innovativa e per certi aspetti rivoluzionaria che sfrutta le grandi capacità rigenerative dei fattori rilasciati dalle piastrine del sangue.</p>
<p>È un’alternativa alla chirurgia e, anche se non mostra effetti immediati, nel lungo periodo permette un miglioramento netto delle sintomatologia e la ripresa della funzionalità.</p>
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