Protesi Anca

Categoria: Sergio Iarussi

Nel corso degli anni ho eseguito ben 682 operazioni di protesi all’anca, quindi vorrei andare a spiegarvi bene come funziona l’intervento.

Partiamo prima nel dire che gli interventi all’anca si possono classificare in tre diverse tipologie:

  1. Sostituzione totale;
  2. Sostituzione parziale;
  3. Revisione, sostituzione del dispositivo già installato.

Ora vi spiego bene come funziona invece il pre e post operazione.

Inizio nel dirvi che l’intervento di protesizzazione dell’anca si può eseguire in tre modi differenti: anteriore, laterale o posteriore.

In sala operatoria il collo e la testa del femore vengono asportati e verranno sostituiti da una protesi standard che andrà a sostituirli. Lo stelo viene posizionato all’interno del canale midollare del femore mentre la coppa viene inserita nell’acetabolo dopo che è stato rimosso il rivestimento cartilagineo residuo. Solitamente nelle protesi non cementate viene impiegata una coppa poco più grande della sede acetabolare preparata, in modo tale da avere un incastro a pressione per garantire la stabilità. Nel caso in cui l’osso, invece, non sia abbastanza resistente si ricorre inserendo delle viti apposite.

Il post operazione richiede alcuni giorni di totale riposo a letto, è molto utile anche usare delle calze elasticizzate per prevenire problemi di circolazione. Successivamente, intorno alla terza giornata post-operatoria, si potrà, secondo le condizioni del paziente, riprendere una posizione eretta e iniziare il recupero con fisioterapia.
Nel primo periodo il paziente si aiuterà nella camminata con un deambulatore che verrà poi sostituito dalle stampelle. Si dovrà continuare con il loro sostegno fino a quando il medico non autorizzerà ad abbandonarle.

L’unico consiglio principale che mi sento fortemente di suggerire durante il periodo post-operatorio è di non sovraccaricare in nessun modo l’anca che è stata sottoposta all’operazione.

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Sergio Iarussi

Dott. Sergio Iarussi, medico chirurgo specializzato in Ortopedia e Traumatologia. Seguimi su Twitter e Facebook.

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